COSTRUIAMO L’IMPALCATURA! 🏗️🧱
Durante il suo percorso di crescita il bambino si troverà più volte di fronte ad ostacoli da dover superare e questo spesso mette in crisi non solo lui ma anche noi adulti che abbiamo il compito di aiutarlo ad affrontare le sue difficoltà!
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Come fare, allora, a sostenerlo senza sostituirci a lui?
Bruner, uno psicologo che ha condotto studi rivoluzionari sullo sviluppo cognitivo, è stato uno dei primi ad introdurre il termine “scaffolding”, che tradotto in italiano significa “impalcatura”.
Lo “scaffolding” consiste proprio nell’aiutare e supportare il bambino durante il suo processo di apprendimento, mattoncino dopo mattoncino, attraverso cinque fasi:
1. Reclutamento: catturare l’interesse del bambino e spronarlo a mettersi alla prova;
2. Riduzione dei gradi di libertà: semplificare il compito, riducendo il numero dei passaggi necessari per raggiungere la soluzione;
3. Guida ed incoraggiamento: tenere alto il livello di motivazione del bambino;
4. Indicazione dei punti critici: sottolineare continuamente gli aspetti più importanti del compito, in modo che il bambino individui le discrepanze tra ciò che ha prodotto e la soluzione corretta;
5. Dimostrazione: dopo che il bambino avrà effettuato i suoi tentativi per risolvere il compito, l’adulto mostrerà la sua strategia per arrivare alla soluzione. Il bambino potrà così ripetere il modello spiegatogli e migliorarlo grazie a ciò che ha imparato.
Attraverso queste fasi, il genitore, l’insegnante o in generale l’adulto di riferimento saranno in grado di sostenere il bambino non solo da un punto di vista cognitivo ma lo aiuteranno a migliorare la sua autostima, a mantenere le sue motivazioni e a superare gli ostacoli in maniera autonoma.
Pian piano, infatti, l’adulto dovrà “smontare l’impalcatura” costruita per permettere al bambino di essere in grado di affrontare i compiti in totale indipendenza. 🏠

COSA SO FARE 🌈 COSA POSSO IMPARARE
La zona di sviluppo prossimale è un concetto introdotto per la prima volta da Vygotskij e indica “la distanza tra il livello di sviluppo attuale e quello di sviluppo potenziale che il bambino può raggiungere con l’aiuto di adulti o pari che possiedono competenza maggiore e conoscenza superiore”.
La zona di sviluppo prossimale, quindi, è una sorta di ponte tra le capacità di sviluppo attuali del bambino e quelle potenziali, ottenibili attraverso l’interazione con una persona più esperta.
Questo concetto è fondamentale e ci aiuta a comprendere la causa di molti fallimenti nell’apprendimento e nei progressi del bambino: se, infatti, al bambino viene richiesto di svolgere un compito senza tener conto del suo punto di partenza il rischio che si corre è quello di non stimolarlo a sufficienza o di sovra-stimolarlo, ottenendo in entrambi i casi risultati fallimentari.
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Possiamo immaginare la zona di sviluppo prossimale come una scala: se i gradini sono troppo alti (o troppo bassi) il bambino non sarà abbastanza motivato ad arrivare in cima.
Più resterà fermo, meno progressi farà, meno verrà ricompensato e, di conseguenza, rischierà di smettere di salire le scale.
Dunque la gradualità e l’aiutare il bambino a procedere un gradino alla volta, cominciando da ciò che già sa fare e/o è per lui più semplice sono ingredienti essenziali per aiutare il bambino a raggiungere la vetta! 🏔️

AIUTAMI A FARE DA SOLO! 🧒🏻☀️
Aiutare un bambino ad imparare è uno dei compiti più importanti e stimolanti che un adulto è chiamato a svolgere.
Allo stesso tempo, però, può essere faticoso e molto complesso per cui è naturale imbattersi in frustrazioni, rabbia e sconforto di tanto in tanto.
Per combattere l’istinto nocivo di sostituirci al bambino quando quest’ultimo “sembra proprio non voler imparare” è importante riuscire a riconoscere:
▪️la sua zona di sviluppo attuale (cioè le competenze già acquisite);
▪️la sua zona di sviluppo prossimale: area in cui è possibile estendere le competenze (il bambino è pronto);
▪️la sua zona di sviluppo potenziale: competenze che potrebbero arrivare in futuro ma per cui il bambino non è ancora pronto.
L’analisi attenta di queste tre “zone” ci aiuterà a supportare il bambino nel modo per lui più adeguato alla sua fase di sviluppo, evitando a lui e a noi stessi inutili frustrazioni.
L’apprendimento è curiosità, scoperta e meraviglia; non è un percorso lineare ma fatto di gradini, salite e discese: prendiamo per il mano il bambino e portiamolo alla scoperta di quello che c’è più in alto finché sarà lui a voler lasciare la nostra mano per scoprirlo da solo! 🧗🏻
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Alcuni “strumenti” per sostenere gli apprendimenti:
▪️proporre esperienze con una difficoltà leggermente superiore alle attuali abilità;
▪️proporre esperienze con elementi sensoriali;
▪️accogliere le richieste dei bambini;
▪️documentare i progressi.


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