𝗖𝗔𝗥𝗧𝗘 𝗗𝗜𝗫𝗜𝗧 NEL 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 𝗖𝗟𝗜𝗡𝗜𝗖𝗢 🧠

Parlare di ciò che si sente, delle proprie sofferenze e dei malesseri che ci affliggono non è poi così scontato e semplice.

A predominare e a prendere il sopravvento, infatti, sono spesso la 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗼𝗴𝗻𝗮, il 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼, l’𝗶𝗺𝗯𝗮𝗿𝗮𝘇𝘇𝗼 e la paura di mettersi a nudo, scoprendosi magari sbagliati, fragili o diversi.

Le 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗗𝗶𝘅𝗶𝘁 nella 𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 riescono a raggirare la 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 e a lasciare il posto alla 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗶𝗰𝗼.

Le carte dai richiami poetici e onirici rappresentano scene di vita differenti, riconducibili tanto alla 𝘀𝗳𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 quanto a 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮, legate specialmente all’𝗶𝗻𝗳𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮.

Se il paziente dimostra una certa 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁à ad accedere a uno specifico tema sul 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗼, ecco che le 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗗𝗶𝘅𝗶𝘁 possono diventare 𝗽𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗮𝘁𝗲 e creare uno spazio neutro, capace di portare il paziente ad 𝗮𝗯𝗯𝗮𝘀𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗲 e a “raccontarsi” con maggiore autenticità, spontaneità e 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝗶𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶.

Lo psichiatra infantile 𝗝𝗲𝗮𝗻-𝗟𝗼𝘂𝗶𝘀 𝗥𝗼𝘂𝗯𝗶𝗿𝗮 nel 2002 ha ideato un gioco di società ispirato alla propria pratica clinica: “𝗗𝗶𝘅𝗶𝘁”, infatti, nasce dall’abitudine di Roubira di ritagliare da riviste per bambini immagini relative alla 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗮𝗱𝗿𝗲-𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 da utilizzare durante le sue terapie.

𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗚𝗜𝗢𝗖𝗢:
Ad ogni turno un giocatore diverso diverrà il 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 e dovrà rappresentare con una parola o una frase, un suono o un verso, una delle carte che ha in mano. 

Tutti i giocatori metteranno sul tavolo, coperta, la carta che ritengono possa rappresentare la scena descritta dal narratore.

Le carte si mischiano e poi vengono girate. A questo punto ogni giocatore, ad eccezione del narratore, dovrà 𝗶𝗻𝗱𝗼𝘃𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗮 del narratore.

I 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 verranno così distribuiti:

▪se tutti o nessuno avranno indovinato la carta, il narratore non prenderà alcun punto;
▪in tutti gli altri casi, chi ha indovinato prenderà tre punti, sommati ad un punto bonus per tutti i voti che la propria carta ha preso.

𝗗𝗶𝘅𝗶𝘁 è un gioco all’apparenza semplice ma, allo stesso tempo complesso, esattamente come la mente di ognuno di noi. 
È proprio questa sua caratteristica a fornire un 𝗽𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝘀𝗼 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮.

I 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼𝗾𝘂𝗶 sono vissuti con una certa “agitazione” sia dal paziente che dallo psicologo; questo vale per pazienti di ogni età: dai 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 agli 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶 e anche agli 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶. 
Si tratta, infatti, di una 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 per entrambi dove ci si trova davanti ad un estraneo e gradualmente ci si scopre sempre di più.

Ecco perché, nel corso del mio lavoro clinico, mi faccio spesso aiutare dalle 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶: il 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗶𝗰𝗼, infatti, è più facilmente 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 ed 𝗶𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗼 rispetto a quello verbale e può 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, sia per lo psicologo che per il paziente.

In particolare, utilizzo le 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗗𝗶𝘅𝗶𝘁 con i 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 per aiutarli a raggiungere 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗲 e/o 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝘀𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 attraverso:

🔸 il 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗼;
🔸 la costruzione di 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 a partire dalle immagini;
🔸 la rappresentazione di un 𝘁𝗲𝗺𝗮 trattato;
🔸 il racconto di particolari 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 scegliendo le immagini più adatte.

Anche con gli 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶 le 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗗𝗶𝘅𝗶𝘁 offrono spesso un aiuto prezioso per:

🔹 𝗿𝗼𝗺𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗴𝗵𝗶𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼;
🔹 raccontare le proprie 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶;
🔹 affrontare un particolare 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮;
🔹 parlare di 𝘀é.

Infine anche con gli 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶 le immagini riescono ad aiutarci ad andare maggiormente in profondità, 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 ci permettono di esplorare gli 𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗲𝗿𝗲 e le 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲, i 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶 e le 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, le 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 e 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶 e tanto altro ancora.

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Mi chiamo Anna.
La mia passione per l’ascolto delle storie di ognuno mi ha portata ad appassionarmi alla psicologia.
Oggi ho fatto della mia passione un lavoro.

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